Amministrazione, PD: «Trasformismi nascondono fallimenti»

Amministrazione, PD: «Trasformismi nascondono fallimenti»

Cusmai-De Pietro: «Risultati di piano triennale farlocco»

«Nonostante siano ormai passati quasi 4 anni e benchè il sindaco Paolo Marrano  e la sua Giunta comunale con l’assessore alle finanze Salvatore Giannino in primis, avrebbero non solo dovuto rispettare il piano di rientro triennale da loro stessi approntato, voluto e votato, ma già avrebbero dovuto tirare fuori l’Ente dalla situazione di default, improvvisamente la svolta anzi l’inversione a U». Ad affermarlo in una nota scritta è il gruppo consigliare del Partito Democratico di Margherita di Savoia formato consiglieri di opposizione Antonella Cusmai e Vincenzo De Pietro. «Lo scorso 3 febbraio – continuano -, l’ormai risicata maggioranza e l’assessore assessore Giannino si approvano il punto 15 all’ordine del giorno del Consiglio Comunale. Delibera questa che, grazie alla superficialità dei nostri amministratori e alla loro politica lessicale del “dire e non dire” è passata in sordina ma che nel concreto è stata un atto deliberativo sintomatico dell’incapacità gestionale della giunta Marrano, la quale, anziché portare a compimento il monitoraggio triennale della Corte dei Conti applicando il piano di rientro da essa stessa deciso, per guadagnare tempo e nascondere ciò che di fatto non ha ancora attivato, delibera, ad un anno dallo scadere del proprio mandato elettorale, di effettuare l’inversione sostituendo di fatto al rientro triennale, ormai scaduto, la  procedura di riequilibrio con rientro un massimo di 10 anni. In realtà non si è trattato di una vera inversione, perché questa era proprio la direzione prevista dall’amministrazione sin dal principio. Un’amministrazione la cui vicinanza stride con la capacità gestionale e politica di Trinitapoli e del suo sindaco, Francesco di Feo, che hanno tirato fuori il Comune dallo stato di default con eleganza e proclami.

La stessa Corte dei Conti aveva accertato l’inadempimento del comune di Margherita di Savoia all’obbligo di adottare le necessarie misure correttive atte a evitare il dissesto ed una scarsa rispondenza alle risultanze programmate nonchè l’impossibilità ad esprimere un giudizio di congruità. Un piano di rientro triennale farlocco in quanto incentrato su voci di entrate consistenti ma nella realtà inesistenti. Eppure lo stesso sindaco in più e più occasioni ha ribadito che proprio quel piano triennale ci avrebbe portato fuori dal dissesto. Evidentemente non ci credeva nemmeno lui. Politicamente incapaci, arroganti e presuntuosi: i componenti della giunta Marrano hanno continuato a persistere, cambiando in un momento delicato continuamente responsabili finanziari, partecipando a udienze collegiali alla Corte dei Conti anche privi della presenza del responsabile finanziario o peggio facendosi accompagnare da chi responsabile finanziario non lo era nonostante le raccomandazioni della stessa Corte. Poco prima della scontata bocciatura del piano da parte della Corte dei Conti, come se nulla fosse accaduto, si riparte da zero, dimenticando che per tre anni e mezzo si è cercato di gestire una città sulla base di un piano di rientro inesistente. Il colpo di scena nell’ultimo consiglio comunale quando vengono a dirci che “per il bene del paese e non per proprie ambizioni politiche”, redigeranno un nuovo piano decennale. Insomma per il bene del paese si è approvato il primo piano triennale fasullo ed ora per il bene del paese si approva un piano decennale? Il gioco di prestigio non è stato fatto per il bene del paese ma solo ed esclusivamente per il proprio bene perché in questo modo, senza l’onta di un piano fallimentare, loro signori potranno candidarsi nuovamente. Non si attribuisca più ad altri la responsabilità del fallimento perché dopo 4 anni non solo l’attuale Giunta non è riuscita a rispettare il rientro ma, in dirittura d’arrivo lo ha cancellato e sostituito con uno decennale. In 4 anni questo è il risultato dell’amministrazione Marrano: Piano triennale non rispettato e sostituito da uno decennale; parcheggi con scarsi introiti del 2014-2015-2016 nelle casse comunali e del cui mega bando europeo ancora nulla ci è dato conoscere nonostante si avvicini la quarta stagione estiva; nettezza urbana: lievitati i costi in un decennio da 600mila euro agli attuali 3milioni e 200mila euro; differenziata: dal 65% iniziale del 2013 all’attuale 36%; gestione cimitero: in appalto a ditta esterna che riscuote senza che ci sia alcun miglioramento; incarichi legali lievitati a dismisura; servizi sociali: azzerati; mensa scolastica: soppressa con rinuncia ai relativi contributi regionali, in cambio di un progetto alimentare, in ritardo di due anni, a spese del Comune, con ticket già acquistati dalle famiglie che non sanno però quando utilizzarli dal momento che, ormai iniziato il secondo quadrimestre, il servizio ancora non viene erogato! Dulcis in fundo, come già anticipato da noi stessi tre anni fa e poi ribadito dalla stessa Magistratura Contabile, un aumento spropositato della spesa del personale esterno per circa 300mila euro che immaginiamo avendo violato i limiti di legge debba ravvisarvi in un presunto danno erariale. Quindi, chi ha fallito?».