Nuovo Vescovo, in regalo il maglione di don Tonino Bello

Nuovo Vescovo, in regalo il maglione di don Tonino Bello

D’Ascenzo: «Prego per voi e vi porto nel cuore, sostenetemi»

Un maglione indossato da don Tonino Bello, indimenticato vescovo di Molfetta e presidente di Pax Christi, come dono al nuovo pastore della diocesi di Trani. A regalarlo a monsignor Leonardo D’Ascenzo è stata la comunità della parrocchia Maria Santissima Addolora, nella sua prima visita pastorale a Margherita di Savoia. L’indumento apparteneva alla chiese dal 1995, quando le fu consegnato direttamente dal fratello di don Tonino, Trifone Bello, in occasione di una visita ad Alessano, la città natale. «Da noi – ha affermato il parroco padre Alberto Barbaro – c’è gente che ha conosciuto don Tonino e che lo ha ammirato soprattutto quando ha associato la stola al grembiule, ritenuto l’unico paramento sacerdotale contemplato dal vangelo. Il nostro regalo vuole essere un segno di continuità col ministero svolto don Tonino nella vicina diocesi di Molfetta». In dono D’Ascenzo ha ricevuto anche un pastorale artigianale in legno (bastone simbolo di pastore del popolo), un po’ come quello usato da don Tonino, realizzato dalla comunità della chiesa madre del Santissimo Salvatore, dove ha celebrato la messa col vicario generale don Giuseppe Pavone, il vicario zonale don Domenico Marrone, il parroco don Matteo Martire e gli altri sacerdoti. Il vescovo, insediato lo scorso 27 gennaio, ha iniziato la sua visita nel territorio Ofantino con Trinitapoli. Margherita è stata la seconda tappa. Il giro si conclude con San Ferdinando di Puglia. «Come mi ha fatto notare una signora anziana – ha commentato il vescovo -, la Puglia è bella. Sono belle le persone che la abitano e la loro ospitalità. In particolare Margherita ha tante bellezze naturali».

Sua Eccellenza ha già visitato nei giorni scorsi la città. E ciò che lo ha affascinato sono state proprio le bellezze naturali. I sacerdoti, per accoglierlo, hanno organizzato un itinerario all’interno della zona umida della Salina più grande d’Europa. Ci piace pensare che D’Ascenzo abbia dato la propria benedizione all’azienda AtiSale e ai lavoratori che hanno attraversato un periodo non certo facile per la sospensione della produzione di ben tre giorni a causa di alcuni elementi, fra cui una eccessiva immissione nell’aria di polvere di sale col timore che potesse rivelarsi dannosa per i cittadini. Il vescovo in persona ha potuto constatare che un’oasi naturalistica come la Salina invece può solo portare benefici al territorio. E proprio in quest’ottica che il pastore della diocesi ha sottolineato al sindaco Paolo Marrano: «Fornisco la mia disponibilità e quella di tutta la chiesa di Margherita di Savoia nel servizio verso le persone che abitano il territorio, soprattutto verso i più deboli. Insieme c’è una marcia in più. Questo è un centro turistico, quindi propenso all’accoglienza. Io prego per voi e vi porto nel cuore. Spero mi sosteniate». L’accoglienza riservata a D’Ascenzo da parte dei salinari è stata degna delle grandi città. Lui stesso è rimasto stupito, perché «ad accogliermi c’erano tutti, bambini e grandi». In suo onore è stata scesa dalla nicchia la statua della Madonna Addolorata, gesto che secondo la tradizione salinara viene compiuto solo nelle grandi occasioni, come la festa liturgica del 15 settembre. Come ricordo dall’amministrazione comunale ha ricevuto una piccola scultura di fenicottero rosa in bronzo, «simbolo di Margherita di Savoia nel mondo» ha commentato il primo cittadino. Dal corpo della Polizia Locale ha ricevuto lo stemma della città inciso sul vetro. Gli alunni dell’Istituto Alberghiero hanno preparato un buffet, offerto dal Comune, per una tavolata lunga 50 metri. «Faremo tesoro della sua guida spirituale – ha concluso Marrano -, combattendo i pregiudizi. La nostra è una città molto devota alla madre chiesa. Abbiamo bisogno di credere e di fede per avere speranza».