Violenza e tentato omicidio: due arresti a Margherita di Savoia

Violenza e tentato omicidio: due arresti a Margherita di Savoia

Uno è pregiudicato, tentò di investire l’ex moglie con la propria auto

Week end ricco di arresti per i Carabinieri della Compagnia di Cerignola, che nel corso di numerosi servizi di pattugliamento del territorio, nonché di molte perquisizioni effettuate, hanno tratto in arresto diverse persone.

In particolare a Margherita di Savoia i militari della locale Stazione hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di VALENTINO SAVERIO, cl. ’67. L’uomo, nel tentativo di riprendere una relazione sentimentale con la ex compagna, aveva assunto un comportamento dapprima molesto e poi violento, arrivando, in alcuni casi, addirittura a picchiare la donna, causandole varie lesioni. La vittima, convinta dai Carabinieri a fidarsi e a raccontare quanto stava vivendo, ha riferito agli investigatori uno scenario agghiacciante, fatto di continue minacce e violenze. La procura della Repubblica, pertanto, sulla base di quanto riportato dall’Arma ha richiesto ed ottenuto dal G.I.P. la misura cautelare. L’uomo, una volta rintracciato, è stato rinchiuso nel carcere di Foggia.

A Trinitapoli, Stornara e ancora a Margherita di Savoia, poi, sono stati eseguiti tre ordini di carcerazione a carico, rispettivamente, di SANTARELLA LUIGI, cl. ’76, JOGUNOMI ABIOLA, cl. ’84, e DIGENNARO GAETANO, cl. ’65, tutti pregiudicati. Il primo, in particolare, sconterà la pena residua di cinque mesi di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale, il secondo quella di due anni e tre mesi per rapina, estorsione e lesioni personali. Il terzo, invece, condannato per il tentato omicidio della ex moglie, è stato portato in carcere, dove dovrà restare per cinque anni e undici mesi. Il caso destò all’epoca non poco scalpore per le modalità con cui venne posto in essere, avendola investita e scaraventata contro un muro con la sua autovettura dopo il suo definitivo rifiuto a riprendere l’unione. La donna scampò alla morte solo perché, per fortuna, scivolò dal cofano dell’auto prima che la stessa impattasse proprio col muro.