
Il debito c’è e le pretese del creditore pure, adesso sarà il Tar a decidere. Tutto gira intorno a un lodo arbitrale che prima ha condannato il comune di Margherita di Savoia a pagare 400mila euro, poi viene annullato però senza lasciare illeso l’ente salinaro. Una vicenda giudiziaria considerata risolta a buon fine dall’amministrazione del sindaco Paolo Marrano ma non dalle opposizioni (consiglieri comunali Grazia Galiotta, Ruggero Piccolo, Domenico Lodispoto, Ilaria Barra, Vincenzo De Pietro, Antonella Cusmai, Leonardo Lamonaca, Vincenzo Ippolito). «Nel 2011 al comune di Margherita di Savoia, retto dall’amministrazione Carlucci, perviene richiesta di arbitrato da parte dell’Aci per definire la vertenza relativa al servizio parcheggi affidato nel 2008 con delibera dell’ex commissario prefettizio dottoressa Mazzia: l’amministrazione comunale nomina arbitro il professor Mario Pio Fuiano e legale di parte l’avvocato Andrea Petito. Il lodo arbitrale del 5 aprile 2013 condanna il comune al pagamento della somma di 362.644 euro nei confronti dell’Aci, nonché al pagamento delle spese di lite e del 50 percento delle spese per la perizia del consulente tecnico Gianluca Parisi, oltre ovviamente ai costi per le parcelle professionali. Contro questo lodo il comune di Margherita di Savoia propone appello nominando il legale avvocato Tommaso Lamonaca, il quale il 20 maggio 2014 propone azione inibitoria (cioè richiede la sospensione degli effetti del lodo) oltre a contestare quanto riportato nel lodo stesso. Lo scorso 26 luglio è stata depositata la sentenza presso la Corte d’Appello di Bari con la quale viene dichiarata la nullità del lodo arbitrale del 5 aprile 2013: nel dispositivo la Corte afferma che il contenzioso va risolto davanti al TAR e non tramite lodo arbitrale. In pratica la sentenza viene annullata per difetto di giurisdizione e gli atti vengono trasferiti al Procuratore della Corte dei Conti per la Puglia affinché provveda alle sue determinazioni».
«Quindi alla luce di questa sentenza l’amministrazione Marrano afferma che il comune ha vinto la causa e che è stato esentato dal pagamento della somma di 400mila euro. Non solo, ma ne dà comunicazione alla Corte dei Conti a seguito del monitoraggio del primo semestre 2016 affermando che tale passività è stata definita e il debito è da ritenersi estinto. Purtroppo la realtà è ben diversa. La sentenza della Corte d’Appello non è minimamente entrata nel merito delle pretese dell’Aci ma ha semplicemente dichiarato la nullità del lodo arbitrale, rinviando la decisione all’organo competente, cioè al Tar, a cui spetterà definire una volta per tutte il contenzioso. Fino ad allora i 400mila euro continueranno a pendere sulle finanze del nostro comune. Inoltre l’Aci ha interposto ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte d’Appello e se il ricorso venisse rigettato bisognerà comunque tener sempre conto della salvaguardia dell’azione civile per risarcimento danni da parte dell’Aci. L’amministrazione comunale ha poi omesso di evidenziare che la Corte d’Appello ha trasmesso gli atti alla Corte dei Conti al fine di individuare le responsabilità del danno erariale derivante dal fatto che nessuna delle due parti abbia mai sollevato alcuna eccezione riguardo l’inidoneità del lodo arbitrale come strumento per dirimere la vertenza: responsabilità che vanno addebitate tanto all’Aci quanto al comune di Margherita».



























