Candele, striscioni e buona parte dei salinari riuniti con un un’unica idea: ripartire. A Margherita di Savoia sono ancora in molti a non accettare che una chiesetta sia stata bruciata, soprattutto perché sarebbe dovuta essere adibita a dimora per delle famiglie che vivevano abusivamente nell’ex scuola media ormai sgombrata perché dichiarata inagibile. La fiaccolata organizza dal quartiere Isola Verde – Città Giardino, dove si trovava la struttura in legno, è stata interpretata come un gesto visibile che ha racchiuso in se la voglia di non dimenticare un atto definito sacrilego. Per tanti salinari, in fiamme con la chiesetta sono andati anche tanti ricordi e in alcuni casi ricordi di una vita intera. Certo, perché la parrocchia di San Pio è stata istituita nel 2003, ma la struttura in lamiere e legno era lì da molti più anni. Addirittura il giorno dell’incendio, un parrocchiano raccontava: «Questa era una chiesa da campo e sostitutiva la parrocchia di San Domenico nella città di Solofra durante il terremoto dell’Irpinia del 1980». Adesso è rimasto soltanto il suolo che sembra un monumento ai caduti, come se sul quel punto fosse morto e poi sepolto qualcuno di tanto caro alla memoria storica della città. Chiunque passi di lì si ferma in religioso silenzio davanti a un piccolo altare messo al centro del terreno con delle candele intorno e una croce.
Le autorità competenti stanno indagando su ciò che è accaduto e non è escluso che il responsabile sia proprio un residente del posto. Alla fiaccolata la voce più forte che è stata proprio quella dei ragazzi che hanno perso un punto di riferimento in un quartiere povero di luoghi di aggregazione. «Il vostro fuoco non brucerà i nostri ricordi», «Bruciare i ricordi degli altri non vi fa uomini», «È stata bruciata parte della nostra vita», «San Pio ci aiuterà e ci proteggerà»: questo il grido di una popolazione che certamente non resta indifferente davanti a un episodio unico nella storia della città. Ormai si è abituati a vedere macchine incendiate, rifiuti inceneriti, campi in fiamme, ma una chiesa non era mai successo. «La fiaccolata – afferma il vescovo della diocesi di Trani, Giovanni Battista Pichierri – serve ad attuare ciò che Cristo ha fatto di noi, cioè uomini presenti nella realtà anche nelle tribolazioni e nelle sfide della fede. La nostra presenza oggi su questo territorio è un forte richiamo alle coscienze di non venir mai meno alla verità, alla giustizia e alla pace». Un appello alla speranza fatto anche dal parroco don Roberto Vaccariello: «Con quella chiesetta è andato via un pezzo di storia locale. Un cammino iniziato anni fa e poi continuato con la nascita della parrocchia. Noi non ci arrendiamo e rinasceremo come comunità unita».



























