Home Attualità Figlie San Giuseppe, una comunità di suore per Margherita

Figlie San Giuseppe, una comunità di suore per Margherita

Pichierri: «Presenza di Gesù», Marrano: «Collaborare»

Povertà, ubbidienza e amore aperto a tutti. Questi sono i cardini della missione che le suore della congregazione delle Figlie di San Giuseppe sono chiamate a svolgere nella cittadina di Margherita di Savoia. La loro sede, una struttura costruita nel cuore del quartiere Punta Pagliaio, è stata benedetta dall’arcivescovo di Trani, Giovanni Battista Picchieri, e diventerà un punto di riferimento per le attività di carattere sociale che si svolgeranno in città. «La presenza – ha affermato il vescovo – di una comunità di vita consacrato in una città porta con sé la presenza di Gesù. Il carisma delle suore Piccole Operaie di San Giuseppe richiama la santa famiglia di Nazareth. La loro presenza porti a Margherita di Savoia e a tutta la chiesa diocesana una fecondità di grazia che si riversi nelle famiglie, nei coniugi, nei nostri figli e negli anziani. La neaonata comunità porti nuovi virgulti di vita cristiana di ogni genere: matrimonio, vita sacerdotale, anche per la stessa vita consacrata. Sotto la custodia della santa famiglia questa casa possa diventare un’oasi di pace, di gioia ritrovata, di accoglienza e che spinga tutti a creare secondo la volontà di Dio, a esercitare la vita cristiana nella dimensione unica dell’amore così come Gesù ci dice: “Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato”».

La comunità è già diventata un punto di riferimento per le attività pastorali svolte nella parrocchia di quartiere, l’Ausiliatrice, dove suor Rita e suor Francesca danno un mano al parroco don Michele Schiavone nel catechismo e partecipano attivamente alla vita parrocchiale. Una collaborazione che si estenderà anche con le altre istituzioni salinare. «La presenza di questa congregazione – ha dichiarato il sindaco Paolo Marrano – è una nota molto positiva e si inquadra nell’ambito dell’attività sociale della città. È un momento che saluto con gioia e affetto verso suor Rosetta – direttrice della casa – che è l’artefice di tutto questo. Mi auguro che altri seguano le sue orme, perché non si è mai stanchi di fare opere di bene, in quanto danno una bellissima sensazione: far percepire a chi è in difficoltà che accanto a sé c’è gente che si preoccupa e ha stima, affetto e può dare tanto. Noi dobbiamo operare in sinergia. Ho promesso a suor Rosetta che prossimamente avremo degli incontri per cercare di definire una strategia comune per accogliere più possibile la gente bisognosa di tutto».

Exit mobile version