Sembra quasi una discarica. Se puoi si dovesse aggiungere l’asfalto che si sbriciola con un piede, allora il quadro sarebbe completo. Si presenta così l’area mercatale di Margherita di Savoia, un grande spiazzale che il giovedì dopo la chiusura dei banchi vendita diventa un punto di raccolta dei rifiuti anche di chi abita nella zona. Gli operatori ecologici con scopa e palette ci mettono più di due ore per raccogliere l’immondizia, soprattutto l’organico, abbandonata dai mercatali. Procediamo con ordine. Il mercato si divide in due parti: la zona alimentare e la zona abbigliamento e oggettistica varia. La prima zona è quella più critica. Lì aprono i banchi vendita i contadini, i pescivendoli e gli alimentari su ruote. Tutti gli scarti della merce venduta vengono buttati per terra senza nessuna cura. Ed è semplice capire come anche un solo pomodoro a testa, per esempio, posso creare un porcile. E non che siamo tanto lontani con peperoni sparsi, foglie d’insalata ammucchiata con le foglie dei carciofi e le cassette di legno, contenitori di plastica e di polistirolo lasciati ai piedi degli ulivi che ormai sono diventati dei cassonetti. La soluzione, al tempo dell’inaugurazione dell’area, è stata data: gli operati della Sia posizionavano i bidoni per la raccolta dell’organico, ma gli stessi operai hanno confermato che non serviva a nulla. I rifiuti li trovavano sempre abbandonati lungo tutta l’area. L’odore, chiaramente, non è dei migliori. Si può immaginare che bel biglietto da visita possa essere un’area così grande è colma di rifiuti per un turista che entra in città per andare in uno degli stabilimenti balneari della zona. Ma la colpa non è tutta dei mercatali. Ci sono dei salinari che, approfittando del caos, entrano nell’area con le proprie auto e senza scendere dal mezzo buttano sacchi d’immondizia che certamente non è differenziata.
La zona dedicata all’abbigliamento e all’oggettistica è meno sporca semplicemente perché non ci sono scarti alimentari, ma carte e cartoni sono abbandonati ovunque e col vento vengono trasportati fino in città. L’aspetto grottesco è che un’area nuova già presenti un asfalto con i solchi delle ruote dei mezzi. In pratica la parte che costeggia i campetti del liceo è piena di buche create delle ruote dei mezzi che vendono la merce al mercato. Un asfalto su cui basta davvero sfregare col piede per vedere interi pezzi staccarsi. Una strada su cui basta poco per inciampare e cadere, fare causa al Comune e aprire contenziosi che si trasformano in debiti fuori bilancio.



























