Spot di Lodispoto, la controreplica di Fratelli d’Italia Bat

Spot di Lodispoto, la controreplica di Fratelli d’Italia Bat

«Obbligo politico e morale di essere responsabile delle sue azioni»

Non finisce di destare stupore l’atteggiamento del Sindaco e Presidente di Provincia, avv. Bernardo Lodispoto, che in una nota di replica al caso sollevato da due parlamentari di Fdi, On. Fabio Rampelli vicepresidente della Camera dei Deputati e On. Marcello Gemmato, afferma «Come ho già avuto modo di chiarire, quello spot non è stato commissionato né autorizzato dal Comune ma è frutto di una iniziativa del tutto autonoma ed indipendente da parte del videomaker, che ha utilizzato parte di un vecchio sketch che ho interpretato nel 2018 in cui vestivo i panni di un popolano siciliano e non certo di un boss mafioso. Del resto lo si evince chiaramente dalle poche parole da me pronunciate in quella circostanza, che non hanno alcun richiamo, diretto o indiretto, a un’organizzazione criminale e sanguinaria come la mafia».
«Ora, non è nel nostro interesse inasprire i toni della polemica, ma non concediamo a nessuno di prendersi gioco di noi, nè tantomeno dell’intera comunità che il Sindaco e Presidente della Provincia rappresenta – commenta Fratelli d’Italia Bat -. Fratelli d’Italia, in un momento di notorio gradimento su tutto il territorio nazionale non ha certamente bisogno di “boutade” (come il Lodispoto la definisce) per accrescerne i consensi, ma è proprio sulla scorta di questa coerenza ideale e valoriale che oggi premia il percorso di Fdi che abbiamo il preciso compito di ribadire la nostra posizione rispetto ad episodi eticamente e moralmente spiacevoli come quello in questione.
Non puntiamo ad evidenziare quanto sia inopportuno per un uomo delle istituzioni prendere parte ad uno sceneggiato che richiama la nota pellicola di Francis Ford Coppola e se quindi sia stato osservato o meno l’articolo 54 della nostra Carta Costituzionale (parte I – diritti e doveri dei cittadini – Titolo IV – rapporti politici): _”… i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”,_ nè spetta a noi verificare se vi sia stata, in qualità di avvocato, la violazione dell’articolo 5 del codice deontologico forense: _“L’avvocato deve ispirare la propria condotta all’osservanza dei doveri di probità, dignità e decoro”_, ma sicuramente abbiamo il dovere di mettere in evidenza qualche menzogna appresa dalle repliche.
Dai “fermo-immagine” di quello sceneggiato nella sua versione completa ed originale, è evidente il richiamo alla pellicola su citata (come dimostrano le foto che alleghiamo) e seppure sia stata girata in forma goliardica, “con la mafia non si scherza”, come lo stesso Lodispoto ha sostenuto, dandoci forse involontariamente ragione nel suo comunicato. Ne consegue, che la menzogna di aver recitato il ruolo di un “popolano siciliano” e non invece di aver preso parte ad uno sketch in cui sono citati i personaggi di quella pellicola, la rispediamo al mittente. Nel filmato, di cui abbiamo preso intera visione, infatti, viene nominato più volte verbalmente il personaggio “padrino” e lo stesso Lodispoto nelle didascalie viene descritto “capo dei capi… seguito da Bernarduccio 67”.
Peraltro, che in uno sketch in cui si interpretano certi ruoli, con le chiare didascalie che ne fanno esplicito richiamo, venga citata piazza Generale dalla Chiesa, suscitando giustamente l’indignazione della figlia del Generale vittima di mafia, continua a restare un fatto di pessimo gusto, per usare un eufemismo. Che si fosse scherzato oppure no, su questo tema non sono ammesse leggerezze.
La goliardia è una virtù quando è sana, diversamente rischia di essere scadimento etico e politico che un uomo delle istituzioni, per di più un avvocato, non può in alcun modo permettersi e che chiunque ha il dovere di far notare.  Sia chiaro anche un altro aspetto, perché non consentiamo a nessun abile manovratore di sfuggire alle sue responsabilità, scaricandole su altri.
Ribadiamo al Sindaco, infatti, che, chi riveste un ruolo istituzionale, ha l’obbligo politico e morale di essere responsabile delle sue azioni, delle sue parole e persino di ciò che non ha saputo evitare. Spiace, invece, constatare quanto Lodispoto per distrarre l’attenzione dall’accaduto, abbia preferito strumentalizzare e denigrare i rappresentanti cittadini di Fdi di Margherita di Savoia ai quali si è ingiustamente rivolto sulla stampa con vere e proprie illazioni, nel vano tentativo di far credere che la questione sia stata sollevata dagli stessi e non invece a livello nazionale, per “attaccare la sua amministrazione”.
Lungi dai nostri esponenti locali la volontà di strumentalizzare la menzionata condotta spiacevole del primo cittadino ai fini di denigrare la sua amministrazione, i cui risultati, ad un anno e mezzo dal voto, sono già essi stessi sufficienti a qualificarla, siamo a riaffermare, come coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia, quanto questa triste vicenda che ha fatto balzare ai disonori delle cronache nazionali un intero territorio, ci consegni la granitica certezza che a volte l’umiltà di riconoscere i propri errori, anziché tentare di controbattere in modo irrisorio, resti l’unico vero comportamento degno di un uomo delle istituzioni.
Un giorno qualcuno ha detto “Una delle cose fondamentali della vita è la dignità. Non bisogna mai perderla. Per non perderla basta non averla. Non è mai troppo tardi per dimostrarlo e chiedere scusa».

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