«Le attività riaprono e alle Saline di Margherita di Savoia, dove durante l’emergenza sanitaria i dipendenti hanno prestato servizio a pieno regime, arriva una riduzione di lavoro pari al 50% delle giornate lavorative per 105 addetti, con conseguente cassa integrazione. Una iniziativa che ha il sapore della beffa, ma sulla quale ora è necessario fare chiarezza: la richiesta dell’istituto di cassa integrazione Covid da parte di Atisale spa è finalizzata a riduzioni di lavoro per mancanza di commesse/richieste o a un piano più articolato di svendita dell’azienda più importante del territorio salinaro?». A sollevare la questione sulla gestione delle Saline di Margherita di Savoia è il consigliere regionale Pd, Ruggiero Mennea, che nei mesi scorsi più volte ha interessato la commissione regionale Attività produttive per interlocuzioni e informazioni puntuali sul piano industriale della nuova compagine societaria francese che ha rilevato la storica azienda, cercando di coinvolgere amministratori locali e regionali.

«Tutti i tentativi e le sollecitazioni fatte in passato – ricorda Mennea – purtroppo sono rimaste inascoltate. Abbiamo coinvolto anche l’assessorato regionale e la task force al Lavoro, ma i vertici aziendali non si sono mai presentati. Ora, come allora, la nostra preoccupazione è rivolta solo al mantenimento dei livelli occupazionali e al piano di investimenti futuri di questa azienda che, oltre ad essere concessionaria per il tramite del Demanio di un bene pubblico, è anche il maggiore debitore del Comune di Margherita di Savoia. Questa cig – sottolinea il consigliere regionale – ci risulta anomala dal momento che i dipendenti hanno lavorato durante il picco massimo dell’emergenza Covid-19 e, ora, con la riapertura di quasi tutte le attività economiche, si vedono notificare attraverso un comunicato una riduzione importante dell’orario del lavoro. Per questa ragione chiedo – conclude Mennea – di riattivare la task force regionale per il Lavoro e l’assessorato regionale competente, al fine di verificare la regolarità del provvedimento».