Potrebbe avere le ore contate l’assassino di Antonio Palmitessa, il pregiudicato di 26 anni, originario di Trinitapoli, ucciso a colpi di arma da fuoco il pomeriggio del 20 aprile scorso nel centro di Margherita di Savoia.

Secondo fonti vicine agli inquirenti, le Forze dell’Ordine sarebbero ormai prossime all’arresto dell’autore dell’agguato, avvenuto in Piazza Libertà, zona centralissima della città salinara, sotto gli occhi di decine di persone.

La vittima venne raggiunta da alcuni colpi, di cui uno mortale all’addome. Soccorso dal personale del 118, il ferito venne trasferito d’urgenza in ambulanza presso l’ospedale “Bonomo” di Andria, dove è morto poco dopo il suo arrivo. Le sue condizioni erano apparse fin da subito disperate.

Un aiuto alle indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, potrebbero essere arrivato dai filmati registrati dalle telecamere di sicurezza della zona, acquisite dai Carabinieri subito dopo l’agguato.

Personaggio noto agli ambienti malavitosi trinitapolesi, Palmitessa era stato arrestato il 16 febbraio scorso, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Trani, per aver sparato ad un 21enne, il 20 dicembre 2019, a Barletta. La vendetta, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, per una aggressione subita un mese prima a Margherita di Savoia.

Il  giovane era anche ritenuto vicino al clan Carbone-Gallone di Trinitapoli: era infatti il nipote di Giuseppe Lafranceschina, cugino del boss Giuseppe Gallone, ucciso in un agguato nel giugno 2020.