
L’operazione condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e dai carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico sul traffico illecito di rifiuti riaccende i riflettori su un’emergenza ambientale che investe da anni la provincia di Barletta-Andria-Trani. A intervenire è il consigliere provinciale Bat e comunale di Margherita di Savoia per Azione, Vittorio Emanuele Quarta, che esprime «grande attenzione» per gli sviluppi dell’indagine, sfociata nell’esecuzione di numerose misure cautelari.
Il quadro emerso dagli atti degli inquirenti è, a suo giudizio, «estremamente preoccupante»: migliaia di tonnellate di rifiuti speciali e urbani sarebbero state smaltite illegalmente in aree agricole, cave dismesse e siti di pregio ambientale, con gravi conseguenze per il territorio, l’ambiente e la salute pubblica. Tra le zone colpite figurano proprio territori della provincia Bat e della Capitanata, aree che da anni subiscono gli effetti devastanti dell’abbandono e della combustione illecita dei rifiuti.
Quarta ringrazia la DDA, la Direzione Nazionale Antimafia e i carabinieri del NOE per il lavoro investigativo svolto, ma avverte che non basta fermarsi all’indignazione del momento: «Ogni tonnellata di rifiuti smaltita illegalmente rappresenta un danno che ricade sulle comunità oneste, sugli agricoltori, sulle imprese sane e sulle future generazioni. Per troppo tempo il Mezzogiorno è stato considerato terra di conquista per chi pensa di poter fare profitti devastando l’ambiente».
Il consigliere chiude con un appello diretto alle istituzioni: «La legalità ambientale è una battaglia quotidiana che richiede coraggio, controlli rigorosi e la volontà di chiamare le cose con il loro nome. Chi avvelena il territorio non colpisce soltanto l’ambiente: colpisce l’economia, il turismo, l’immagine delle nostre comunità e il diritto dei cittadini a vivere in un territorio sano e sicuro. Su questi temi non possono esistere zone grigie né silenzi di comodo».




























