“Pranzo dell’amicizia” nella chiesa del Santissimo Salvatore

“Pranzo dell’amicizia” nella chiesa del Santissimo Salvatore

Iniziativa per la Giornata Mondiale dei Poveri

«Non amiamo a parole ma con i fatti». Papa Francesco nel messaggio per la Giornata Mondiale dei Poveri è stato molto chiaro: «L’amore non ammette alibi. Chi intende amare come Gesù ha amato, deve fare proprio il suo esempio; soprattutto quando si è chiamati ad amare i poveri». A Margherita di Savoia, nell’ambito delle iniziative diocesane, la parrocchia del Santissimo Salvatore ha pensato a un gesto di amore concreto: preparare un pranzo completo per i fratelli meno abbienti. Domenica 19 novembre alle 10.30 il parroco don Matteo Martire celebrerà la santa messa con volontari e commensali. Alle 13 avrà inizio il “Pranzo dell’amicizia”, com’è stato chiamato dagli organizzatori, reso possibile grazie alla generosità di molti benefattori. Infatti intorno a questa iniziativa è scatta un piccola gara della solidarietà fra chi ha donato alimenti o contributi economici e chi servirà ai tavoli. «La chiesa – ha affermato don Matteo – è casa di preghiera e casa della carità. Con tutti gli operatori parrocchiali, che in realtà già lavorano quotidianamente per la nostra comunità, domenica ci rimboccheremo le maniche e doneremo un pranzo dignitoso a chi non può permetterselo».

Il lavoro di sostegno alla povertà, chiaramente, né inizia né finisce qui per la chiesa madre. La parrocchia segue tutto l’anno 150 bisognosi della città. Un numero importante per un piccolo centro come Margherita di Savoia. All’opera si metteranno i laici del gruppo Caritas, del Terz’ordine Francescano, i catechisti e gli operatori del servizio di Liturgia. Il pranzo avverrà sul modello della Comunità di Sant’Egidio. Nella navata laterale della chiesa verranno tolti i banchi e al loro posto verrà allestita una grande tavolata per oltre 50 persone e dalla quale nessuno resterà escluso. A dare l’esempio sarà proprio il Papa che domenica celebrerà la santa messa nella Basilica di San Pietro a Roma alla presenza di 1.500 poveri e pranzerà con loro nell’Aula Paolo VI, cioè la sala utilizzata per le udienze del Romano Pontefice. «Benedette le mani che si aprono senza chiedere nulla in cambio – ha commentato il Santo Padre -, senza “se”, senza “però” e senza “forse”: sono mani che fanno scendere sui fratelli la benedizione di Dio».